Nel luglio 1983 si rompe il collettore che trasporta acqua e fibra di cellulosa dalla darsena ai vasconi del Belvat. L’incidente provoca “la morte di 200 pioppi e l’essicazione del raccolto” nei campi circostanti.
Il 13 novembre dello stesso anno all’una di notte si apre una falla di “una ventina di metri” nell’argine ovest di una delle “vasche di decantazione” della zona Belvat, fuoriescono circa 50.000 mc di fanghi. Il materiale si deposita su “una superficie di alcune decine di Ha” e intasa la rete di scolo delle acque su “una superficie di alcune centinaia di Ha”. Per liberare l’area vengono “messe in funzione le pompe dell’Idrovora Belvat”. Ci vogliono due giorni di lavoro per pompare i liquami nelle “acque del fiume Aussa”. Viene informato il Pretore, le analisi effettuate dal P.M.P. di Udine rivelano per la prima volta che in questi materiali c’è una elevata presenza di mercurio (fino a 37,8 mg/Kg di s.s.).


