SUOLO

Anche il problema dell’inquinamento del suolo è stato per molti anni ampiamente sottovalutato. L’argomento viene posto all’attenzione delle autorità competenti nell’aprile del 1998, quando un consigliere comunale, dopo due anni di ricerche effettuate tra i documenti conservati nell’Archivio storico comunale, presenta alla Procura della Repubblica di Udine un esposto nel quale descrive la dislocazione e il contenuto delle 29 discariche presenti nell’area del sito industriale di Torviscosa. L’inchiesta della Procura non approda a nulla, ma negli anni successivi le normative si fanno più rigide e l’azienda sceglie la via dell’autodenuncia. Inizia in questo modo la travagliata storia delle bonifiche ambientali. In un primo momento, il sito inquinato viene fatto coincidere con un’area estremamente ampia sulla quale si investono decine di milioni di euro per studi e carotaggi, senza però intervenire fattivamente per il suo risanamento. Nel 2017, il Ministero dell’Ambiente ridefinisce l’area riportandola a quella indicata nel primo esposto del 1998 e dispone inoltre uno stanziamento finanziario per le attività di bonifica che attualmente (marzo 2019) ammonta a 40 milioni di euro. Le complessità tecniche, il rispetto delle procedure giuridiche e, non ultimo, il continuo avvicendamento degli interlocutori politici rende il percorso lungo, difficoltoso e non scontato.