Il Prefetto di Udine (Renato Mozzi) con decreto n. 342/III del 7 gennaio 1953 stabilisce che la SAICI “per poter continuare a fruire del permesso di versare in acque pubbliche i rifiuti industriali del proprio stabilimento di Torviscosa … dovrà … provvedere entro quattro mesi all’esecuzione dell’impianto di epurazione delle acque di scarico …”.
La SAICI, decisamente contraria ai primi due capoversi del dispositivo prefettizio, chiede ed ottiene dal nuovo Prefetto (Enrico Buono) una modifica al decreto del 7 gennaio.
“L’impianto di epurazione” della SAICI si basa in sostanza sulla diluizione delle acque di scarico e sul deposito e sulla successiva rimozione delle sostanze fibrose (pasta di cellulosa).
