Acqua 1987-1991

l 16 aprile 1987 il Sindaco di Marano Lagunare segnala al Pretore di Cervignano del Friuli “l’aggravamento dei danni recati alle acque Lagunari in seguito agli scarichi di liquami industriali affluenti dal fiume Aussa …”. Svolge le indagini il dr. Silvio Franz e questa volta, oltre ai dirigenti della Chimica del Friuli, viene coinvolto nell’inchiesta anche il Sindaco di Torviscosa in qualità di responsabile della salute nel suo territorio. Viste le sentenze precedenti e tenuto presente che questa volta con fondi pubblici si sta effettivamente costruendo un impianto di depurazione nessuno si preoccupa seriamente del nuovo procedimento giudiziario. Quattro anni dopo, invece, il 30 settembre 1991 il Presidente e l’Amministratore delegato della Chimica del Friuli vengono condannati dal Pretore di Cervignano del Friuli per aver “effettuato scarichi … violando i limiti tabellari (tab A) della legge 319/76”. Viene condannato anche il Sindaco di Torviscosa per aver “omesso quale autorità sanitaria locale ogni provvedimento in sede di discrezionalità tecnica amministrativa …”.

L’11 novembre 1991 viene fermata la linea di produzione della cellulosa, non verrà più riattivata.

Nel febbraio 1992 entra in funzione il depuratore consortile conosciuto come “Tubone”.

Il 16 novembre 1993 la Corte di Cassazione annulla le sentenze nei confronti del Presidente della Chimica del Friuli e dell’ex Sindaco di Torviscosa “per non aver commesso il fatto”. Il 15 febbraio 1994 la Corte di Cassazione annulla le sentenze nei confronti dell’Amministratore Delegato della Chimica del Friuli “perché il reato è estinto per prescrizione”.